Nel commercial real estate non operano più soltanto fondi immobiliari e investitori istituzionali. Sempre più imprenditori privati, con liquidità a partire da 2 milioni di euro, scelgono gli immobili commerciali come alternativa agli investimenti finanziari tradizionali. Una tendenza confermata dai numeri: tra il 2012 e il 2025, il volume delle operazioni immobiliari in Italia ha raggiunto circa 115 miliardi di euro.
A Milano, ad esempio, gli immobili possono garantire rendimenti medi tra il 5% e il 6% lordi, con prospettive di rivalutazione che continuano ad attrarre capitali. Fuori dal capoluogo, nell’hinterland milanese, il mercato offre inoltre opportunità con rendimenti sensibilmente più elevati, che in alcuni casi possono arrivare anche al 10%.
“Il mercato oggi è molto più evoluto rispetto al passato”, ha detto Andrea Faini, ceo di Wcg. “Accanto agli investitori core, orientati a redditi stabili nel lungo periodo, si muovono operatori core plus e opportunistici, interessati a valorizzare immobili o sviluppare nuove operazioni. Negli ultimi anni, inoltre, le asset class si sono equilibrate: non esistono più solo uffici e retail, poiché settori come logistica, hospitality, student housing e data center hanno assunto un ruolo sempre più strategico”.











