Il commercial real estate italiano ha chiuso il 2025 con 3,6 miliardi di euro investiti nel comparto retail, un livello che segna un più 55% sull’anno precedente e si colloca al massimo dell’ultimo decennio secondo la Savills. La componente out-of-town, costituita da i retail park, i factory outlet, i parchi commerciali integrati lungo gli assi autostradali, acquisisce sempre più appeal tra investitori e grande pubblico; ha attratto 2,7 miliardi di euro, pari a circa il 75% del volume totale della classe di riferimento del Commercial Real Estate.
Il restante 1,1 miliardi è andato a centri commerciali metropolitani e high street. Gli asset extraurbani sono in cima alla classifica delle preferenze degli utenti perché uniscono la possibilità di avere ampia scelta nello shopping e allo stesso tempo di fare una “gita fuori porta”.
Il 2025 ha segnato un miglioramento per l’asset class retail, che ha ripreso il primato come settore leader negli investimenti immobiliari commerciali in Italia, superando il comparto più tradizionale degli uffici con una quota di circa il 25% dell’attività transattiva nazionale immobiliare. L’evoluzione più recente porta nei retail park, accanto ai grandi magazzini e ai category killer dell’elettronica e del bricolage, anche format di ristorazione veloce, cliniche mediche, centri fitness e spazi di co-working. La diversificazione allunga il tempo di permanenza dei visitatori e aumenta la frequenza di ritorno, trasformando il parco commerciale in un punto di riferimento quotidiano per il bacino servito. I dati dell’Osservatorio EY-CNCC fotografano la scala del comparto: 1.274 poli commerciali in Italia, circa 40.700 punti vendita, 1,9 miliardi di visite annue. Il volume d’affari complessivo della filiera è di 171 miliardi di euro. Il 2025 si è chiuso con vendite e affluenze in linea con il 2024 e quasi metà degli operatori prevede una crescita moderata nel 2026.










