di
Valentina Santarpia
Il caso accolto di una sola studentessa. Ma l'impianto della riforma era stato giudicato valido dai giudici amministrativi
Il Consiglio di Stato ha accolto per la prima volta uno dei ricorsi contro il semestre filtro per accedere alla facoltà di Medicina. Si tratta di una sentenza che riguarda una sola studentessa, quindi da considerare con la dovuta cautela, ma dopo vari respingimenti stavolta il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittime le modalità di scorrimento della graduatoria del semestre filtro che hanno costretto centinaia di studenti che in prima assegnazione hanno ottenuto una sede, magari a migliaia di chilometri da casa, ad accettarla, salvo poi scoprire che proprio nella sede agognata, vicino casa, altri studenti con punteggi più bassi sono stati assegnati dopo appena 7 giorni, al momento del secondo scorrimento.
A diffondere la notizia sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che esultano: «Abbiamo casi di studenti mandati a Tirana e che invece proprio in Sicilia avevano diritto ad entrare a cui il Tar aveva detto che tutto era legittimo, come se il diritto allo studio fosse una roulette. Oggi arriva un nuovo importante segnale di giustizia». I giudici, infatti, accogliendo la domanda di una studentessa, hanno ritenuto l'appello proposto «assistito da fumus boni iuris, atteso che col punteggio ottenuto, senza l'operatività del meccanismo del ripescaggio del secondo turno, ossia con risultato valutato in assoluto, la parte appellante sarebbe stata assegnata, con priorità, in quanto in posizione poziore (di vantaggio ndr) rispetto agli studenti che risultano immatricolati solo in seguito all'applicazione del sistema di calcolo basato sul recupero e sulla doppia valutazione, alla Facoltà di Medicina di Torino, sua originaria sede di elezione, perché così indicata nelle preferenze allegate alla domanda di iscrizione, e non a quella del Piemonte Orientale, sua attuale sede di destinazione».






