Dopo i primi accoglimenti delle scorse settimane, il Consiglio di Stato ha per la prima volta riconosciuto l'esistenza di "fumus" e quindi di fondatezza degli appelli proposti dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia in tema di 'semestre filtro' nelle Università.

I giudici, infatti, accogliendo la domanda di una studentessa, hanno ritenuto l'appello proposto "assistito da fumus boni iuris, atteso che col punteggio ottenuto, senza l'operatività del meccanismo del ripescaggio del secondo turno, ossia con risultato valutato in assoluto, la parte appellante sarebbe stata assegnata, con priorità, in quanto in posizione poziore (di vantaggio ndr) rispetto agli studenti che risultano immatricolati solo in seguito all'applicazione del sistema di calcolo basato sul recupero e sulla doppia valutazione, alla Facoltà di Medicina di Torino, sua originaria sede di elezione, perché così indicata nelle preferenze allegate alla domanda di iscrizione, e non a quella del Piemonte Orientale, sua attuale sede di destinazione".

"Il Consiglio di Stato - commenta l'avvocato Santi Delia - ha ritenuto illegittime, dunque, le modalità di scorrimento della graduatoria del semestre filtro che hanno costretto centinaia di studenti che in prima assegnazione hanno ottenuto una sede a trovarsi a migliaia di chilometri da casa e dalla prima sede, salvo poi vedere che proprio in quella prima sede altri studenti con punteggi più bassi sono stati assegnati dopo appena 7 giorni. Abbiamo casi di studenti mandati a Tirana e che invece proprio in Sicilia avevano diritto ad entrare a cui il Tar aveva detto che tutto era legittimo, come se il diritto allo studio fosse una roulette. Oggi arriva un nuovo importante segnale di giustizia".