Palazzo Spada sollecita i giudici amministrativi di primo grado sulle contestazioni contro il nuovo sistema di accesso a Medicina voluto dalla ministra Bernini
Sono circa 5mila i ricorsi ancora pendenti davanti ai tribunali amministrativi regionali contro il nuovo semestre filtro per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Un numero imponente, che si aggiunge a quelli già respinti nei mesi scorsi dai giudici amministrativi e che fotografa una delle controversie più delicate del nuovo sistema di ingresso alle facoltà a numero programmato. Proprio su questo fronte è intervenuto il Consiglio di Stato, che con una serie di ordinanze in questi giorni ha chiesto al Tar del Lazio di accelerare i tempi e arrivare velocemente a una decisione nel merito. Non è un giudizio di bocciatura o promozione della riforma, precisano i giudici in una nota di oggi, ma un invito a chiudere il contenzioso in tempi brevi.
«Decidete presto»: il sollecito del Consiglio di Stato
Il motivo delle ordinanze del Consiglio di Stato è quello di evitare che migliaia di studenti restino in una condizione di incertezza per mesi o anni. In una nota, Palazzo Spada chiarisce che le decisioni relative ai ricorsi contro il semestre filtro, non hanno accolto le richieste cautelari degli studenti. Al contrario, si sono limitate a sollecitare il Tar Lazio a definire velocemente la questione con una sentenza. Le ordinanze, viene sottolineato, «non hanno inciso sull’andamento delle procedure e sugli effetti degli atti impugnati», ma hanno solo ribadito la necessità di una decisione celere, vista la portata del caso con decine di migliaia di studenti coinvolti e scelte di vita e di studio sospese. Quindi, per ora, nessuna sospensione del sistema, nessun blocco del semestre filtro, ma una richiesta di accelerazione del giudizio definitivo.






