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Valentina Santarpia

Il Tar aveva inizialmente respinto i ricorsi degli studenti che parlavano di irregolarità del nuovo sistema di accesso alla Facoltà

Non c'è pace per il semestre filtro di Medicina, la nuova modalità di accesso alla facoltà che ha sostituito il test di ingresso. Il Consiglio di Stato ha accolto ieri, ex art. 55 co. 10 c.p.c., cinque ricorsi di studenti patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sostenuti dall’Unione degli Universitari: annullata la condanna alle spese che gli studenti avevano subito, il Consiglio ha sollecitato la fissazione delle udienze di merito.I ricorsi contestano il cambio delle regole in corso per opera del Decreto intervenuto il 23 dicembre 2025 dopo l’espletamento di tutti gli esami, i numerosi posti ad oggi ancora vacanti e una serie diverse illegittimità che hanno avuto come effetto l’allontanamento dalle Università di numerosi giovani. Gli studenti non possono essere reimmessi nei percorsi di studio perché ormai l'anno accademico è in fase avanzata, ma in qualche modo il Consiglio di Stato ha riaperto la questione. «È la prima breccia nel muro – dicono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – dopo le pronunce del TAR per la prima volta si accolgono gli appelli ordinando una celere fissazione del merito e riformando le statuizioni sulle spese legali di primo grado a cui sono stati condannati tutti gli studenti da parte del TAR Lazio. Andremo fino in fondo a questa vicenda processuale convinti delle plurime illegittimità perpetrate dall’Amministrazione. Il Consiglio di Stato ha ravvisato la sussistenza delle ragioni cautelari e ha precisato che la discussione in sede di merito consentirà una valutazione più penetrante del Giudice in ragione degli strumenti processuali a disposizione, di fatto inaccessibili in sede cautelare». Il sistema del semestre filtro ha avuto diverse contestazioni da parte degli studenti. Secondo il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, Alessandro Bruscella, «si è dimostrato inefficace. Oltre 4.000 studenti hanno fatto ricorso con l’UdU e sono stati espulsi dal sistema universitario dopo esservi entrati per quasi un anno accademico. Non hanno coperto neanche tutti i posti disponibili e dopo la “toppa” governativa con il Decreto Bernini continuano a buttare fuori dall’università studenti che non superano ulteriori esami aumentando il numero dei posti vacanti». L'Udu ha già pronta una richiesta di sanatoria per tutti i ricorrenti che proverà a presentare nei prossimi giorni. «Considerando che il concorso è a rischio di annullamento paradossale è che a breve inizierà il nuovo semestre filtro nonostante sia stato dichiarato palesemente fallace e sia ancora sub iudice. Non basta un tavolo ministeriale a correggere un sistema completamente distorto e al vaglio dei Giudici europei».