Roma, 27 mag. (askanews) – La difesa comune della pace di fronte alla guerra, la lotta alla povertà, l’umanesimo nell’intelligenza artificiale, le migrazioni. L’agenda “di puro buon senso” del governo spagnolo ha trovato in Leone XIV “una bussola morale” che la legittima. Il primo ministro Pedro Sanchez può ritenersi soddisfatto dei suoi due giorni a Roma. L’incontro di 45 minuti con il Papa in Vaticano ha sancito una comunanza di vedute: “ci sono questioni su cui vi è un autentico accordo” con il Pontefice e questo “convalida il buon senso delle posizioni difese dalla Chiesa cattolica e dal governo spagnolo”, ha spiegato il premier in una conferenza stampa al termine della sua visita in Santa Sede.

Posizioni evidentemente non allineate con quelle del governo italiano. Il mancato incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Sanchez ha visto invece la segretaria del Pd Elly Schlein), per non meglio specificati “problemi di agenda”, ha di fatto confermato le frizioni su alcuni temi, e tra questi certamente la competizione tra Italia e Spagna per la direzione generale della Fao.

Il capo del governo di Madrid ha elogiato il Papa, affermando che “la sua voce è una bussola morale nella lotta contro l’ingiustizia perché è sempre dalla parte dei più vulnerabili, con un messaggio di solidarietà e di opposizione all’egoismo”. Il premier, che attende il Pontefice in Spagna dal 6 al 12 giugno, ha espresso gratitudine per gli accordi bilaterali mantenuti negli ultimi cinque anni, un sentimento manifestato anche durante il suo colloquio con il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin.