Dalla Santa Sede era intanto arrivato un comunicato che parlava di “compiacimento” per l’imminente viaggio apostolico del Papa in Spagna e Canarie e di un colloquio - tra i due - incentrato su guerre, migrazioni, multilateralismo e diritto internazionale. Sánchez ha poi spiegato in conferenza che con Papa Leone c’è stata una convergenza su “difesa comune della pace, lotta alla povertà e salute globale”, aggiungendo che il tema migratorio sarà molto presente nella visita del Papa alle Canarie. Ma a Roma Sánchez ha dovuto rispondere anche alle domande più scomode, quelle sulle indagini che sfiorano il Psoe (il partito socialista) e sul caso Zapatero, l’ex premier. Sul passaggio della Guardia Civil nella sede socialista di Ferraz, il premier ha assicurato “totale collaborazione con la giustizia” e promesso “severità nel caso emergano irregolarità”. Allo stesso tempo ha ribadito di non voler cambiare posizione sull’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, finito sotto pressione giudiziaria e politica: Sánchez ha detto che “non ci sono motivi per cambiare posizione”, richiamandosi ancora una volta al rispetto della presunzione di innocenza.