Pedro Sánchez ha fatto ingresso nella biblioteca del Palazzo Apostolico per essere ricevuto da Leone XIV poco dopo che, a Madrid, gli agenti gli agenti della Guardia Civil entravano nella sede federale del PSOE nell’ambito di un’inchiesta che continua ad avvicinarsi pericolosamente al cuore del socialismo spagnolo.
L’udienza in Vaticano di Sanchez era programmata da tempo e ufficialmente si è concentrata sui grandi dossier internazionali: guerre, migrazioni, multilateralismo, diritto internazionale, oltre ad uno scambio di informazioni sui canali diplomatici che la Santa Sede continua a mantenere aperti con Cuba e Venezuela. Sul tavolo anche l’imminente viaggio di Leone XIV in Spagna — Madrid, Barcellona e Canarie — previsto per giugno, il primo grande viaggio europeo del pontificato, che il governo Sánchez considera ormai un evento strategico anche dal punto di vista politico e simbolico.Il comunicato vaticano diffuso al termine ha parlato di cordiali rapporti ed ha insistito sulla necessità di «promuovere un dialogo fruttuoso tra la Chiesa locale e le autorità governative», fondato sul «rispetto reciproco» e sul «bene comune». Sánchez ha cercato di utilizzare il viaggio romano anche come momento di respiro politico e di consolidamento della propria immagine internazionale. In Italia resta una figura molto apprezzata in ampi settori del centrosinistra europeo, soprattutto per le sue posizioni contro Donald Trump e Benjamin Netanyahu, per la linea di accoglienza sui migranti e per il sostegno al multilateralismo.Non è un caso che il governo spagnolo abbia deciso di attribuire al viaggio di Leone XIV una attenzione particolare, classificandolo come un “evento di speciale interesse pubblico”, e consentendo di conseguena agevolazioni fiscali per le donazioni destinate all’organizzazione della visita. La misura è stata approvata dal Consiglio dei Ministri proprio alla vigilia dell’arrivo di Sánchez a Roma. Il premier socialista, ha poi commentato la Magnifica Humanitas,e ha definito l'enciclica un testo che “interpella tutti” elogiando i passaggi sull’intelligenza artificiale e sul rischio che il potere digitale produca “nuove atrocità” se non orientato al bene comune. La sintonia con la Chiesa si misura però anche sul terreno migratorio nonostante che alcune divergenze restino.Sul piano interno, i rapporti tra il governo Sánchez e una parte significativa dell’episcopato spagnolo rimangono freddi, soprattutto su temi etici, educativi e antropologici. Inoltre il Vaticano osserva con attenzione la crescente polarizzazione politica della Spagna e il logoramento istituzionale provocato dalla lunga sequenza di scandali che stanno colpendo il PSOE.Per questo l’immagine dell’incontro tra Sánchez e Leone XIV contiene inevitabilmente due livelli diversi. Da una parte il tentativo di costruire una convergenza internazionale su pace, migrazioni, intelligenza artificiale e multilateralismo. Dall’altra il bisogno politico del premier spagnolo di mostrarsi ancora pienamente legittimato sulla scena globale mentre in patria le inchieste giudiziarie continuano ad avanzare verso il centro del potere socialista.










