Dalle frequenze radiofoniche del programma Today di BBC Radio 4, Blair ha dichiarato che “è possibile che stiamo per avere il settimo primo ministro in 10 anni: un Paese serio non può permettersi una cosa del genere, la cosa bizzarra della situazione attuale è che stiamo tutti parlando di politica quando la cosa fondamentale è parlare di politiche. Se non si decide quale sarà la propria linea politica, non ha senso cambiare il leader”
Se anche il grande saggio della politica d’Oltremanica Tony Blair ha deciso di esprimersi per la necessità di una netta discontinuità con ciò che sta facendo il primo ministro inglese Keir Starmer, (azzoppato dall’exploit di Farage alle amministrative) significa che non restano più appoggi di sorta al titolare del numero 10 di Donwning Street, che ha già incassato la sfiducia di alcuni suoi ministri e dei sindacati. L’ex premier laburista lo ha accusato di non avere un piano politico per il paese proprio e ha mosso una serie di aspre critiche alla guida del Labour. Il tutto mentre la Russia intensifica le attività contro il paese che, di contro, avrebbe necessità di una maggiore stabilità politica.
Non è un paese serio ed è governato da un caos bizzarro: è dura la critica dell’ex leader laburista a Starmer, a cui Blair non fa sconti, attaccando a testa bassa lo stato attuale del suo partito. Lo accusa di essersi rifugiato in una “zona di comfort” di sinistra, priva di un “piano coerente” per trasformare la Gran Bretagna.











