A Luserna San Giovanni la vicenda dei tigli di via Monte Granero si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa mattina il taglio degli alberi, dato ormai per imminente dopo il via libera del Tar, è stato nuovamente bloccato. Una sospensione che riporta tutto al punto di partenza e conferma quanto la questione sia tutt’altro che chiusa.

Cosa è successo oggi Le motoseghe sono rimaste ferme per due motivi precisi. Il primo è di natura tecnica: le auto parcheggiate lungo la via non sono state rimosse perché la segnaletica predisposta dall’azienda riportava i riferimenti a una vecchia ordinanza, e non a quella aggiornata emessa dal Comune venerdì 22 maggio proprio per consentire l’intervento. Un errore formale che ha reso impossibile liberare l’area. Il secondo motivo è ben più sostanziale: nella serata di ieri è stato presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. A firmarlo è la residente che da mesi si oppone all’abbattimento, diventata ormai il volto di una battaglia che ha assunto contorni simbolici per una parte della comunità locale. Una vicenda lunga mesi Il caso nasce dalla richiesta di Caffarel di abbattere i tigli per facilitare il passaggio dei mezzi pesanti diretti allo stabilimento. Un intervento legato a esigenze logistiche e produttive, che però ha incontrato fin da subito la resistenza di alcuni cittadini. Da lì è iniziato un percorso fatto di ricorsi, sospensive, autorizzazioni e contro-ricorsi. Il Tar aveva recentemente dato il via libera al taglio, facendo pensare a una conclusione imminente della vicenda. Ma la realtà si è rivelata diversa: ogni passaggio formale continua a riaprire il confronto. La battaglia di una residente Al centro della scena resta la determinazione di una cittadina, Paola Ingravalle, che ha scelto la strada legale per difendere il filare di tigli. Una battaglia portata avanti con continuità, tra atti depositati e iniziative per rallentare l’intervento. Il nuovo ricorso al Consiglio di Stato rappresenta l’ennesimo tentativo di fermare definitivamente l’abbattimento o quantomeno di guadagnare tempo. Ed è proprio questo fattore – il tempo – che continua a segnare l’intera vicenda. Un equilibrio ancora lontano Da una parte le esigenze industriali, dall’altra la tutela del verde urbano e del paesaggio: il caso di via Monte Granero è diventato un esempio concreto di quanto sia difficile trovare un punto di equilibrio. Per ora i tigli restano al loro posto. Ma la sensazione è chiara: la partita non è finita. E il prossimo capitolo potrebbe arrivare molto presto.