Lo Stato Islamico cerca "lupi solitari": sempre più bassa l'età dei potenziali terroristi. Modena, la Procura chiede la perizia psichiatrica per l'attentatore
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Modena, Firenze, Reggio Emilia. In poco meno di due settimane si sono verificati tre episodi che hanno riacceso in Italia l'allarme radicalismo islamico. I fatti di Modena, la cui matrice non è ancora chiara, ci hanno però mostrato delle immagini che ricordano inequivocabilmente il classico metodo della macchina contro la folla che abbiamo già visto negli attentati europei di stampo islamico. Anche se c'è chi vuole escludere qualunque altro movente che non sia il disturbo psichiatrico. Motivo per cui ieri la Procura di Modena ha chiesto una perizia psichiatrica per Salim El Koudri.
Negli altri due casi, invece, sono stati arrestati un 22enne e un 15enne con l'accusa di reclutamento con finalità di terrorismo anche internazionale. L'età non è un caso, ma frutto di un trend che, secondo quanto risulta a Il Giornale, vede sempre più giovani arruolarsi per conto dello Stato islamico. Se storicamente il profilo del terrorista italiano era attorno ai 30 anni oggi, invece, la radicalizzazione intercettata dagli investigatori sembra spostarsi sempre più verso adolescenti e giovani adulti in una fascia compresa tra i 15 e i 24 anni. Il 22 enne di Reggio Emilia (la cui convalida della custodia cautelare in carcere è stata convalidata il 24 maggio) è avvenuta via web: nelle chat riportate all'interno delle carte lui si dice disposto a compiere attentati per conto dell'Isis, elogia il martirio e viene definito dal suo interlocutore un "lupo solitario". Il cosiddetto "lone wolf" è infatti il profilo che viene reclutato più facilmente sia secondo le statistiche italiane che europee: le forze dell'ordine europee nel 2025 hanno effettuato 449 arresti totali per terrorismo e la stragrande maggioranza (289 arresti) è legata ad ambienti jihadisti condotta proprio da lupi solitari. Europol ha poi rilevato la tendenza che porta giovanissimi e minorenni a radicalizzarsi, stringere contatti e pianificare attacchi attraverso il web: è quello il luogo in cui la jihad islamica attinge per la cosiddetta "pesca a strascico", il cui alleato principale è rappresentato dall'intelligenza artificiale. "Quanti sono oggi i soggetti che monitoriamo? Migliaia, quantificarli è praticamente impossibile, ma il numero di perquisizioni che effettuiamo è impressionante, numeri mai visti prima. I potenziali jihadisti sono in costante aumento, complice l'uso da parte dei terroristi che li reclutano di una tecnologia che prima non c'era, profilandoli con algoritmi di altissimo livello. Sono in grado di formulare il testo, darlo all'Ia, tradurlo in qualunque lingua e diffonderlo in base ai profili che corrispondono al loro target, che prende in considerazione lo status sociale, economico, zona di provenienza, livello di istruzione, situazione familiare, religione", dice a Il Giornale una fonte dell'intelligence italiana. Tra i fattori che rendono ancora più complesso il quadro ci sono i mezzi di comunicazione e il metodo di pagamento utilizzato. Il primo vede al centro, oltre all'app di messaggistica Telegram, una serie di videogiochi dove spesso vengono concordate le fasi finali dell'attacco che si vuole compiere. Per quanto riguarda l'aspetto economico, invece, i terroristi sfruttano come metodo di finanziamento le criptovalute, tanto che si parla di "hawala digitale", ovvero l'adattamento digitale del sistema tradizionale dell'hawala, che conta su una serie di intermediari da chi eroga il denaro fino al destinatario.
















