Cinemambiente parte dalla Groenlandia. Non quella odierna, simbolo delle trasformazioni climatiche e oggetto delle mire espansionistiche di Donald Trump, ma quella del 1922, raccontata da uno dei primi lungometraggi girati sull’isola artica: “Den store Grønlandsfilm” di Eduard Schnedler-Sorensen, il grande film della Groenlandia, che mercoledì 3 giugno al Cinema Massimo aprirà la 29 esima edizione del Festival di cinema a tematica ambientale, sonorizzato dal vivo dalla rock band inuit Inuk.«Sarà un festival ‘carsico’ – promette la direttrice Lia Furxhi, al timone dal 2024 – in cui alcuni temi di estrema attualità riemergono con forza e continuità in contesti anche molto diversi tra loro».A cominciare dall’acqua, un filo blu, che attraversa tanti degli otto documentari in concorso. Dalle alluvioni del 2024 in Brasile di “Rua do pescador n°6” di Bárbara Paz, al prosciugamento del Colorado raccontato da “Desert Passages” di Kevin Brennan e Laurence Durkin. E poi lo scioglimento dei ghiacciai islandesi di “Time and Water”, la nave cargo che posa cavi sottomarini di “Arctic Link” o il disorientamento dell’orso polare di “Nuisance Bear” che aspetta che si congeli il braccio di mare che da anni gli permette di migrare.
CinemAmbiente riparte dalla Groenlandia: il Pianeta protagonista tra clima, cinema e grandi ospiti
Dal 3 al 7 giugno il festival CinemAmbiente porta a Torino 69 film da 30 Paesi, con focus su crisi climatica, acqua ed ecosistemi fragili. L’apertura al Cinema…










