«Penso che nel XXI secolo la vera star del cinema sia il pianeta Terra». A sostenerlo Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, alla presentazione della 29ma edizione di CinemAmbiente, il festival gratuito dedicato ai film a tematica ambientale, in programma dal 3 al 7 giugno al Cinema Massimo. Sessantanove le opere in cartellone, provenienti da 30 nazioni, suddivise tra proiezioni speciali e sezioni competitive: documentari, cortometraggi e Made in Italy, riservato alle pellicole italiane. Si aggiungono il premio del pubblico, i premi speciali e CinemAmbiente junior assegnato ai cortometraggi realizzati dalle scuole. Domani si terrà un’anticipazione: il regista premio Oscar Michel Gondry, che quest’anno riceverà la Stella della Mole, presenterà al Cinema Massimo gli alunni premiati alla settima edizione del concorso CinemAmbiente Junior e lancerà il film dedicato a sua figlia Maya – Dammi un titolo.Il festival si apre il 3 giugno alle 20, 30 al Massimo con la proiezione della versione restaurata di Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia), film muto del 1922 di Eduard Schnedler-Sorensen, che sarà sonorizzato dal vivo dalla band Inuk. L’anteprima italiana di Groundswell La chiusura invece domenica 7 alle ore 21, con l’anteprima italiana di Groundswell, ultimo capitolo della trilogia sull’agricoltura rigenerativa degli statunitensi Josh e Rebecca Tickell. Tra gli otto documentari sarà protagonista in particolare l’acqua: da Arctic Link, di Ian Purnell, che esplora gli ultimi luoghi ancora non cablati nell’epoca della globalizzazione delle rotte digitali sottomarine, a Desert Passages, di Kevin Brennan e Laurence Durkin, che segue il corso del fiume Colorado in progressivo prosciugamento. E poi ancora Nuisance Bear di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden, che si pone sulle tracce degli orsi polari. I cortometraggi Da segnalare invece tra i 17 cortometraggi, Chuuraa, della russa Evgenia Arbugaeva, ambientato nell’Artico siberiano, dove un paleontologo indigeno si addentra nelle profondità del permafrost in scioglimento alla ricerca di un’antica creatura. Quattro i lungometraggi presentati in anteprima nazionale tra le 23 opere della sezione Made in Italy: I nemici del popolo, di Andrea Marinelli, Anguane, le voci dell’acqua, di Giovanni Pellegrini, Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare, di Davide Marino, e Ci sarà l’acqua, di Elena Valsania. Il primo film prodotto dall’Accademia delle Scienze A questi si aggiunge Il laboratorio di Giulio Maria Cavallini, primo film prodotto dall’Accademia delle Scienze di Torino, scritto dalla giornalista Silvia Rosa-Brusin. Presenti tra gli ospiti il filosofo giapponese Kohei Saito, autore de Il capitale nell’Antropocene, che sarà protagonista del focus dedicato all’iper-sfruttamento delle risorse, la fotografa e artista Lena Herzog, che prenderà parte alla sezione dedicata realtà virtuale e il climatologo Luca Mercalli. Non mancheranno poi gli eco-eventi collaterali. «I film sono variegati per stile e storie che raccontano», spiega la direttrice del festival Lia Furxhi. «Tutti però legati dalla riflessione che gli autori fanno avendo preso atto della crisi del nostro pianeta. Non si tratta più ormai di lanciare un allarme ma di riflettere su che cosa possiamo cambiare per invertire la rotta. Siamo passati dalla denuncia alla proposta».