Centotrenta film in cartellone da 38 nazioni diverse, 150 eventi, 19 pellicole in concorso: questi i numeri della 74° edizione del Trento Film Festival, la più importante kermesse cinematografica italiana dedicata alle terre alte di tutto il mondo e alle comunità che le abitano.

Il programma del 2026 è stato presentato l’altro giorno al Cinemino di Milano. Andrà in scena dal 24 aprile al 3 maggio, con il capoluogo trentino che per l’occasione si trasformerà come ogni anno in un “campo base” di dialogo e confronto sui temi della montagna attraverso i linguaggi universali del cinema, della letteratura, della musica, dell’arte. Dialogo tra diversi Paesi e culture ma anche tra diverse generazioni, come in un’ideale casa comune in cui riflettere in modo collettivo sui temi caldi che riguardano i territori d’alta quota: dall’overtourism all’alpinismo femminile, dalla transumanza di animali e popoli alle guerre, dal riscaldamento globale all’accessibilità, dallo spopolamento alla disabilità.

La presentazione del festival l'altro giorno al Cinemino di Milano

«In un’epoca quantomai incerta – ha dichiarato il presidente Mauro Leveghi –, il nostro obiettivo rimane quello di stimolare il pensiero critico e coltivare il dubbio sul futuro delle terre alte, oggi più che mai minacciate dal cambiamento climatico, così come i pascoli e la pastorizia, tema caro al festival (quest’anno si celebra l’anno internazionale, ndr), così come quello delle api e dei grandi carnivori come lupi e orsi».