Ighiacci della Groenlandia si assottigliano, bruciano le foreste del Borneo, l’acqua sale a Venezia. La crisi climatica non ha passaporto: per affrontarla adeguatamente, servono sguardi capaci di abbracciare il pianeta intero e punti di vista da ogni dove. È questa la filosofia che guida la dimensione internazionale del Festival di Green&Blue 2025, in programma dal 5 al 7 giugno prossimi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Scienziati, esploratori, innovatori e giornalisti di tre continenti porteranno sul palco le loro ricerche, esperienze e visioni per aiutarci, numeri alla mano, a fotografare un mondo che cambia e provare a capire come curarlo.
Dai numeri alle storie
La scrittrice e giornalista americana Elizabeth Kolbert, vincitrice del premio Pulitzer, è tra le voci più autorevoli sulla cosiddetta “sesta edizione di massa”, un fenomeno accelerato dall’attività umana che sta causando la perdita rapidissima di specie animali e vegetali. Dal palco del Festival, Kolbert illustrerà come la crisi della biodiversità sia strettamente connessa ai cambiamenti climatici e alle alterazioni degli ecosistemi, con effetti potenzialmente irreversibili per la vita sul pianeta. Ospiteremo poi l’esploratore, innovatore e psichiatra svizzero Bertrand Piccard, che porterà il suo messaggio di speranza e concretezza, promuovendo le tecnologie pulite e le energie rinnovabili come opportunità economiche e ambientali. La sua esperienza con il progetto Solar Impulse, il primo aereo a energia solare a compiere un giro del mondo – e la preparazione di un’avventura ancora più ambiziosa, Climate Impulse – dimostrano che la transizione energetica non solo è necessaria, ma anche realizzabile e vantaggiosa.







