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«Le ultime amministrative ci fanno capire che quando la partita si gioca sulla politica il campo largo perde. Basti pensare a quella Venezia in cui tutti ci davano per sconfitti. Detto ciò, seppure siamo cresciuti e abbiamo ottenuto risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sarebbe un errore rilassarsi. È indispensabile continuare a dare risposte e realizzare quei punti programmatici per cui i cittadini ci hanno votato». A dirlo Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e vicesegretario federale della Lega.
Volendo tracciare un bilancio complessivo, come sono andate le ultime comunali?
«Quanto accaduto in Sicilia, laddove ci siamo presentati con il simbolo, vale più di mille parole. Il 9% di Termini Imerese, il 7% di Marsala o il 7% di Agrigento sono percentuali che valgono più di mille parole. Ci sono, poi, il 6,8% di Reggio Calabria, l’11% di Chieti e il 7% di Avezzano. Nel Lazio, ad Anguillara Sabazia, siamo addirittura al 16%. È chiaro, quindi, come da questo turno ne usciamo rafforzati, specialmente al Centro-Sud».
La Lega, pertanto, non è più il partito del Nord di una volta. L’operazione Ponte ha funzionato?












