Sullo stesso argomento:
a
I risultati delle amministrative, da Venezia a Reggio Calabria, hanno fatto scattare la modalità panico nella galassia sedicente progressista, già convinta di poter banchettare sul corpaccione malato del centrodestra sconfitto al referendum, già in posizione per spartirsi cosce, fegato, milza e ministeri. E invece. Le panic room sono quelle note: giornali e salotti dove ci si può rifugiare e consolare a vicenda in assenza del nemico e della realtà, salvo poi inciampare, ogni tanto, in qualche relitto di popolo votante spernacchiante. «Follow the mourning», segui il lutto e troverai come hanno reagito dal campo non così elettoralmente largo.
Negazionismo. Boccia (capogruppo Pd): «Non c’entrano nulla le dinamiche nazionali. A Venezia governavano loro. Martella ha recuperato metà distacco. Il Pd doppia Fdi» (Corriere). Non hanno perso, ma che dite? E comunque, se avessero perso (ma non hanno perso), era solo un test locale. Il rifiuto è la prima fase dell’elaborazione del lutto. Qui, per fortuna, sono solo politichette.
Ottimismo della volontà. Schlein: «Questo voto conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi». Va bene così, dunque. Messaggio edificante che tende un tantino al tragicomico se hai annunciato innumerevoli volte la fine delle destre, come dopo che la destra ha vinto contro l’altra destra in Ungheria, e ancora di più se pochi giorni prima a Venezia hai proclamato che da lì avresti cominciato a mandare a casa Meloni e invece a casa ci rimane qualcun altro.











