La tappa numero diciassette del Giro d’Italia 2026 parte dalla pianura lombarda di Cassano d’Adda, passa dal lago d’Iseo, sale verso le montagne trentine per raggiungere Andalo. Il percorso è lungo 202 chilometri e di conseguenza è lunghissima anche la lista dei sapori che si incontrano per strada. Cambia il paesaggio e cambiano anche i prodotti, per un paniere ricco di diversità.

La partenza da Cassano d’Adda apre con una Lombardia di pianura e cascine, formaggi freschi, salumi, risotti e cucina d’aia. Avvicinandosi alla provincia bergamasca entrano in scena casoncelli, formaggelle, polenta, pesce di lago (da segnalare la sardina essiccata tradizionale del lago d’Iseo, che in realtà è un agone non una sardina, lavorata con una antica tecnica di conservazione). Salendo verso Lodrino, la Val Trompia, o la Valle del Chiese, la tavola diventa più montanara e fanno apparizione anche selvaggina, salmerino e farine di montagna. Qui è un classico la farina gialla di Storo, con cui si prepara una polenta ruvida e saporita. In Trentino poi ad aspettare la carovana del giro ci saranno i canederli, lo speck, la carne salada, lo strudel e i formaggi di malga.

Così come questa è una tappa da fondo, per chi tiene bene in salita più che per i velocisti, è anche una tappa per stomaci allenati. La cucina segue lo stesso passo della strada, all’inizio più morbida e abbondante, poi via via più rustica, intensa e montana. Una tappa che si digerisce con calma.