La terza serie di Zerocalcare, da oggi su Netflix, è il terzo capitolo di una trilogia, un cerchio che si chiude. Come ha detto lo stesso disegnatore. I personaggi che il pubblico tv (e prima ancora i lettori dei suoi albi) hanno imparato a conoscere prima in Strappare lungo i bordi (2021) e poi con Questo mondo non mi renderà cattivo (2023), tornano in Due spicci, storia “più crepuscolare” secondo l’autore che fa i conti con il tempo che passa. “I personaggi partivano nell’età adulta ma in un momento in cui ancora cerchi un posto nel mondo – ha detto Michele Rech – e sono arrivati a un momento in cui o l’hai trovato o non l’hai trovato, ma una traiettoria la tua vita ormai l’ha presa”.

Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui

Cinghiale e il locale

Personaggi vecchi e nuovi per nuove avventure. L’ambientazione è sempre quello, quello del quartiere dove è cresciuto, ma un po’ di cose sono cambiate. Intanto la grande novità è che Zero è diventato socio dell’amico cinghiale, un personaggio che era rimasto un po’ ai margini delle precedenti serie. In Due spicci invece cinghiale è protagonista e motore della storia, Zero è diventato suo socio al locale, “er locale mio proprio non mi suona” ammette ma poi dopo essersi fatto consigliare da mamma chioccia & papà anatra firma. Di fatto mette solo i soldi quando ci sono delle necessità, ma sono proprio i soldi (gli spicci del titolo) a mettere in crisi l’amicizia. E ad innescare un guaio che riguarda altri frequentatori del locale. L’importante è che Christine, la moglie di cinghiale, non sappia niente.