“I problemi sua’ che diventano i tua’”, cioè fare squadra con i propri amici di fronte alle avversità, la sfida di un locale insieme all’amico cinghiale, un nuovo accollo – l’arrivo di una conoscenza del passato, Smeralda che ha bisogno di ospitalità perché “ha litigato col pischello” – e poi i personaggi di sempre, il Secco, Sara e la compagna Stella, il quartiere, mamma chioccia ma anche papà anatra. Zerocalcare torna con la nuova serie, Due spicci, 8 episodi dal 27 maggio su Netflix.
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A cinque anni da Strappare lungo i bordi e a tre da Questo mondo non ti renderà cattivo, Michele Rech firma quella che lui ha definito “la fine della trilogia”, una stagione che seppur autonoma rispetto alle prime due ne riprende i temi, i caratteri, soprattutto il tono e che ha sempre al centro lui: l’ex ragazzo con la maglietta col teschio, le sopracciglia folte e un complesso mondo interiore. “La serie è crepuscolare perché io stesso sto in un periodo dell’esistenza un po’ così – ha detto Zerocalcare a Torino al Salone del Libro – Sono cresciuto con valori molto forti riguardo alla collettività, ed è vero che ci si salva solo insieme.












