Si capiva che, molti anni prima, era stata una donna bellissima, era rimasto in lei qualcosa del fascino antico, una sorta di predisposizione alla seduttività, adesso però era devastata dalla malattia psichiatrica.

Non mangiava più, non si lavava più, aveva paura, si nascondeva continuamente.

Era convinta di essere spiata, sempre, parlava di una qualche entità suprema che non la mollava mai, si sentiva gli occhi addosso, poveretta, cercava solo di proteggersi.

Che pena.

Ricordarla, a distanza di tanti anni, mi riempie ancora il cuore di compassione.