È uno dei simboli silenziosi di Rimini. E’ li da decenni. Davanti al suo obiettivo sono passate intere generazioni di vacanzieri e personaggi famosi diretti al Grand Hotel. Di tempo ne è passato da quando al suo interno c’era realmente un fotografo in quello che era un punto di ritiro delle fotografie stampate per i turisti in vacanza a Rimini. Erano gli anni degli ‘scattini’ i ragazzini che si aggiravano tra la battigia e gli ombrelloni di giorno per fissare nell’obiettivo le giovani straniere. Altri tempi, e proprio per questo quella macchina fotografica alta un paio di metri è un simbolo ancor più prezioso. Ma i segni del tempo si vedono. Le parti metalliche attorno all’obiettivo sono compromesse e non basterà una mano di vernice per farla tornare come un tempo. In municipio lo sanno bene, ma hanno deciso di avviare un’importante operazione di recupero di Fellinia, così si chiama la macchina fotografica di piazzale Fellini. Il proprietario del manufatto è lo stesso Comune dopo che nel 2002 il privato e proprietario del bene lo ha ceduto al municipio. Nel 2015 l’amministrazione aveva avviato un primo intervento perché la struttura metallica risentiva del vento marino e della salsedine. Sono trascorsi poco più di dieci anni e bisogna ripartire daccapo. Il cantiere partirà in luglio con l’installazione di recinzioni e reti di protezione da polveri e vernici. I tecnici partiranno con operazioni di sabbiatura e microsabbiatura mirata nelle zone più danneggiate e arrugginite, in particolare l’obiettivo. Le parti corrose verranno rimosse e sostituite con altre di nuova produzione. La fase finale prevede l’applicazione in doppio passaggio di un fondo antiruggine e di uno smalto anticorrosivo, con una tinta il più possibile fedele a quella originale. L’intervento è già stato approvato dalla Soprintendenza. Una volta concluso, Fellinia sarà uno spettatore in più durante la visita del Papa che terrà messa in spiaggia al porto. Rivederla come era in origine sarà un tuffo indietro nel tempo al 1948 quando un fotografo originario di Pennabilli, Elio Guerra, si mise a costruire a mano l’involucro della macchina fotografica. Voleva farne il punto di ritiro stamper per il popolo dei vacanzieri sulla spiaggia di Rimini. A metà degli anni Sessanta, Guerra cedette l’attività ad Ario Rastelli e alla moglie Laura Renzi, che il 13 febbraio 2002 donò il manufatto al Comune di Rimini. Da allora la gestione è passata prima al Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità, poi alla Fondazione Federico Fellini e nel 2013 al Comune.