Il sostituto procuratore della Spezia, Alessandra Conforti «Gli spettatori che rafforzano il bullo hanno la stessa responsabilità»Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTra battute liquidate come ‘scherzi’, messaggi che feriscono più di uno schiaffo e silenzi che pesano quanto le parole, il bullismo continua a entrare nelle aule e sugli schermi degli adolescenti. All’auditorium dell’Autorità Portuale, 190 studenti dell’Istituto Fossati da Passano hanno partecipato all’incontro ‘Oltre il silenzio: comprendere, prevenire, agire’, organizzato da Silup e dal plesso spezzino. Un’occasione di confronto con forze dell’ordine, avvocati e psicologi per capire dove finisca il gioco e inizi la violenza.

"Comprendere, agire, prevenire – dice il segretario regionale Silup Pietro d’aprile – : sono tutti argomenti che fanno parte della mia professione. Una volta la polizia era un corpo militare e non era permesso manifestare le nostre perplessità, bisognava solo ubbidire. Non voglio demonizzare la rete internet, ma i ragazzi devono essere consapevoli delle insidie che vi si nascondono, perché non si può sapere chi c’è davvero dietro lo schermo. Il Silup è sensibile a questo tema, con l’augurio che le nuove generazioni possano creare una società migliore, oggi disarticolata sul piano dei valori". Per infondere consapevolezza nei suoi studenti, durante l’evento è intervenuta anche la dirigente scolastica Immacolata De Vincenzis. "Molti ragazzi – racconta –, dopo certi conflitti, mi hanno detto ‘era solo uno scherzo’. Gli studenti devono capire che può essere interpretato in modo completamente diverso. Il limite con il bullismo è veramente sottile, e quando lo scherzo non sembra più tale bisogna chiedere aiuto, in primis alla scuola".