Incubo bullismo in una scuola della Val d’Agri: una 16enne costretta a lasciare dopo mesi di offese e aggressioni. La famiglia accusa: «Tutti sapevano, nessuno è intervenuto»
VAL D’AGRI – Una scuola dovrebbe essere un rifugio. Un luogo dove crescere, imparare, sbagliare senza essere giudicati. Un posto dove un ragazzo possa sentirsi accolto, protetto, libero di essere sé stesso. E invece, per una studentessa di 16 anni della Val d’Agri, quelle aule sarebbero diventate un incubo quotidiano. La sua identità resterà protetta. Non per nascondere qualcosa, ma per difendere ciò che resta della sua serenità. Perché dietro questa storia ci sono lacrime, paura, umiliazioni e un silenzio che, secondo il racconto della famiglia, avrebbe fatto ancora più male delle offese.
BULLISMO IN UNA SCUOLA IN VAL D’AGRI
Tutto sarebbe iniziato lentamente. Una battuta di troppo. Una risata alle spalle. Poi gli insulti. Sempre più pesanti, sempre più crudeli. Tre ragazzi più grandi avrebbero iniziato a prenderla di mira, trasformando la scuola in un terreno di caccia contro una ragazza colpevole soltanto di essere diversa. Lei non cercava popolarità. Non amava mettersi in mostra. Preferiva studiare, leggere, costruirsi il proprio futuro con discrezione e impegno. Ma proprio quella sua sensibilità, quel carattere riservato, l’avrebbero resa vulnerabile agli occhi di chi aveva bisogno di trovare un bersaglio.






