Il risultato delle urne a Somma Lombardo racconta molto più di una distanza di appena 151 voti tra i due candidati: 2.996 Stefano Aliprandini, 2.845 Silvio Pezzotta. Racconta soprattutto due strategie profondamente differenti. Il centrosinistra ha scelto una linea ferma presentandosi compatto attorno ad Aliprandini, vicesindaco naturale erede amministrativo di Stefano Bellaria. Una scelta che ha consentito alla coalizione di giocare d’anticipo, costruendo una campagna ordinata, territoriale e fortemente radicata sul tema della continuità amministrativa.

Il centrodestra, invece, ha dovuto affrontare un percorso molto più accidentato: le settimane precedenti alla candidatura ufficiale di Pezzotta sono state caratterizzate da confronti serrati tra i partiti della coalizione, con equilibri non semplici da trovare tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. La scelta è arrivata solo dopo un lungo lavoro politico interno che, inevitabilmente, ha lasciato strascichi e rallentato la costruzione della campagna elettorale.

Eppure il dato finale dimostra che il centrodestra ha saputo recuperare terreno fino all’ultimo, trasformando la corsa in un testa a testa che rimanda tutto al ballottaggio. Un margine ridotto che certifica come la partita sia tutt’altro che chiusa e come le prossime due settimane saranno decisive soprattutto sul fronte delle alleanze e dell’elettorato rimasto fuori dal secondo turno. Nel frattempo emerge con chiarezza anche il peso specifico dei partiti. Il Pd si conferma prima forza politica cittadina, consolidando il proprio radicamento storico a Somma Lombardo. Fratelli d’Italia cresce e traina il centrodestra, mentre Forza Italia mantiene un ruolo centrale grazie alla candidatura di Pezzotta. Restano invece ai margini le esperienze civiche e centriste, incapaci di incidere realmente sugli equilibri della corsa. Ora inizia un’altra partita.