BELLUNO - Due sorprese. La conferma che la novità tende a stuzzicare gli elettori più di quanto non facciano gli scenari consolidati. E una partecipazione al voto con scarso entusiasmo, anche se con un afflato superiore rispetto alle ultime Regionali del novembre scorso. Sono questi i dati salienti delle Amministrative 2026, che mandavano alle urne otto Comuni bellunesi (dovevano essere nove, ma a Vodo di Cadore non si è presentato nessun candidato, quindi il municipio sarà commissariato da oggi). I risultati di ieri pomeriggio dicono che il rischio commissariamento dove si presentavano liste uniche è stato scongiurato: Valle di Cadore e Colle Santa Lucia hanno gettato il quorum oltre l'ostacolo e quindi per i prossimi cinque anni potranno avere un'amministrazione regolarmente votata dai cittadini. Ma gli scrutini delle schede dicono anche che due sorprese si sono materializzate a Lamon e Borca di Cadore. Nel primo caso l'ha spuntata quello che poteva sembrare un outsider: Davide Maria Pante infatti non è un homo novus nel senso più stretto del termine. È già stato in amministrazione comunale ed è volto noto del mondo associativo lamonese e del tessuto economico, visto che gestisce la storica locanda di Ponte Serra. Ma alla vigilia sembrava poter essere indietro rispetto agli schieramenti più definiti di Centrodestra e Centrosinistra che schieravano le ex sindache Ornella Noventa, nel primo caso, e Vania Malacarne, nel secondo. Invece le urne gli hanno consegnato la fascia tricolore con un netto 47,27%: ferma al 38,97% Malacarne, staccatissima al 13,76% Noventa.