Seggi chiusi alle 15 e spoglio al via per questa tornata elettorale che ha coinvolto 744 Comuni italiani e, potenzialmente, oltre 6,2 milioni di elettori. Al voto ben 19 capoluoghi di provincia e uno di regione (Venezia). Tra i 19 capoluoghi di provincia ci sono Agrigento, Andria, Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Sanluri, Tempio Pausania, Trani. Nei 19 capoluoghi di provincia 8 sindaci uscenti sono di centrosinistra, 6 di centrodestra e i restanti cinque “indipendenti”. Nei comuni con meno di 15mila abitanti si vota con un singolo turno e vince il candidato sindaco che prende più voti. L’eventuale ballottaggio nei comuni con più 15mila abitanti è in programma domenica 14 e lunedì 15 giugno.
Una tornata elettorale che avrà risvolti anche sulla politica nazionale. Al momento il dato sull’affluenza è fermo, alle 23 di domenica, al 46,31%. A Venezia il sindaco uscente Luigi Brugnaro, di centrodestra, è fuori gioco dopo i due mandati consecutivi. La sfida è tra Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e segretario regionale del partito che punta a strappare la città alla destra, e Simone Venturini, assessore al Turismo e Lavoro nella giunta uscente. A Salerno ritorna lo sceriffo: l’ex governatore campano Vincenzo De Luca è il grande favorito a ricoprire nuovamente la carica di primo cittadino (sarebbe la quinta volta). Una candidatura ‘civica’ considerato il mancato appoggio, ufficiale, del Pd guidato in Campania dal figlio Piero (che però non ha presentato candidati) e dall’alleanza M5S e AVS che hanno lanciato il candidato sindaco Franco Massimo Lanocita. Nel centrodestra in corsa Gherardo Maria Marenghi.










