Una prima volta non si scorda mai. E questa sentenza, pur in un paese dove solo le decisioni della Cassazione a Sezioni Unite fanno giurisprudenza, quanto meno verrà ricordata molto a lungo. Infatti, il giudice Gianluca Mulà, della sezione civile del Tribunale di Ravenna ha riconosciuto un "danno esistenziale" all’ultramaratoneta veronese Massimo Giacopuzzi, giunto secondo nell’edizione del 2024 della Cento Chilometri, poi dichiarato vincitore, molti mesi dopo, per la squalifica per doping del primo arrivato, con una pena già patteggiata di quattro anni. Un danno quantificato in 4.000 euro più le spese legali: ma non è tanto l’importo il fulcro della sentenza, bensì il riconoscimento del danno per non aver goduto sul momento, semplificando al massimo, della "gioia della vittoria".

A raccontare l’intera vicenda è l’avvocato del foro di Vicenza, Paolo La Placa, cassazionista di Bassano del Grappa ma anche – o forse sarebbe il caso di dire, soprattutto – a sua volta ultramaratoneta e già in gara ai mondiali di Ironman, la terrificante specialità del triathlon che prevede poco meno di 4 chilometri di nuoto (esattamente 3,86), ben 180 chilometri in bicicletta e, dulcis in fundo, una maratona completa di 42,195 metri.