di
Marco Bonarrigo
Una pena sportiva pesante, vicina al massimo previsto dal Codice di Giustizia Federale
Una pena sportiva pesante, vicina al massimo previsto dal Codice di Giustizia Federale: Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, oro nella 4x100 ai Giochi di Tokyo, è stato squalificato e inibito per 36 mesi dal Tribunale della Federatletica per le vicende dell’hackeraggio che avrebbe commissionato a un’agenza di spionaggio illegale (Equalize) nei confronti di Marcell Jacobs, per la ricerca di fantomatiche prove di uso di sostanze dopanti. La sentenza è stata depositata il sei ottobre e pubblicata senza darne alcuna notizia alla stampa nel sito fidal.it.
I dettagli della squalifica al fratello di TortuTrenta mesi sono stati comminati per violazione del «rispetto ed all’osservanza delle norme statutarie e regolamentari federali, nel rispetto dei principi di lealtà, probità, correttezza sportiva e disciplina che costituiscono i principi fondamentali dello sport» e sei mesi aggiuntivi per «aver commesso l’illecito per eseguirne o occultarne un altro, ovvero per assicurare a sé o ad altri un vantaggio».










