Le amministrative in Sicilia ridisegnano una mappa politica profondamente mutata: avanzano le forze di centrosinistra e l’area civica guidata da Cateno De Luca, mentre la maggioranza che governa la Regione appare frantumata e costretta a un severo bagno di realtà.

Al primo turno, lo schieramento progressista centra un risultato di peso, aggiudicandosi sette Comuni oltre i 15 mila abitanti. Tra questi spiccano Marsala, Lentini, Floridia, Villabate e Misilmeri.

A Termini Imerese il Movimento 5 Stelle conferma il sindaco uscente, mentre a Enna trionfa Vladimiro Crisafulli: un’affermazione che riapre il caso interno al Partito democratico, poiché la segreteria aveva negato in precedenza il simbolo all’ex parlamentare. Ora una parte del Pd chiede conto alla dirigenza. Nonostante i malumori, il segretario regionale dem Anthony Barbagallo esulta: "Il Pd è e resta il partito di riferimento nel centrosinistra, cresce e si rafforza aumentando il dato di lista e il numero delle presenze nei consigli comunali".

L’altro protagonista della tornata è Cateno De Luca: con il suo movimento "Sud chiama Nord" conquista Barcellona Pozzo di Gotto e, soprattutto, Messina. Nel capoluogo peloritano l’ex sindaco infligge una sconfitta pesantissima al centrodestra e si prepara a capitalizzare il risultato nelle future trattative per alleanze politiche e regionali.