All’assemblea annuale di Confindustria, il presidente Emanuele Orsini e Giorgia Meloni si passano la palla sul nucleare. Dopo i saluti iniziali, Orsini punta dritto al tema dell’energia. Chiede che l’Europa sviluppi un «vero mercato unico», agendo come «acquirente delle fonti energetiche, per abbassarne i prezzi'».
L’appoggio al nucleare arriva presto: l’Italia è completamente fuori mercato per i prezzi dell’energia a causa «delle scelte fatte nel passato rinunciando al nucleare, o per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili». Atomo e pannelli solari sono per Confindustria due facce della stessa medaglia. E Orsini non sembra intenzionato a scinderle. Invita tutte le forze politiche a «sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia». Allo stesso modo, sottolinea come «dobbiamo accelerare il ritorno al nucleare», perché «sostenere che sia inutile perché servono 10-15 anni per attivarlo è falso».
Meloni è pronta a raccogliere la palla e andare in porta: la ripresa della produzione nucleare in Italia è «un obiettivo alla nostra portata» e rappresenta «una svolta per la nostra competitività», dice alla platea di Confindustria.
Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza il deputato di Forza Italia Luca Squeri presenta alla Camera la proposta di legge per delegare al governo lo sviluppo di un programma per la produzione di energia nucleare.














