di Alessia Calzolari
Cento anni fa, 26 maggio 1926 ad Alton, vicino Saint Louis in Missouri, veniva al mondo uno dei musicisti più innovativi del ventesimo secolo. Non tutti sanno che amava cucinar: questa era la sua ricetta preferita
Cento anni fa nasceva Miles Davis, musicista di cui anche i più digiuni di storia della musica avranno sentito parlare almeno una volta. Trombettista e compositore, Davis - morto nel 1991 - è una vera leggenda del jazz. Non tutti sanno, però, che negli anni ’60 iniziò anche ad appassionarsi di cucina, tanto da diventare un abile cuoco. Il suo cavallo di battaglia? Un chili – una sorta di stufato piccante di carne – servito sugli spaghetti.
La cucina di Miles DavisDa buon autodidatta, Davis apprende l’arte culinaria dai libri: «Amavo semplicemente il buon cibo e odiavo dover andare sempre al ristorante, così ho imparato a cucinare da solo leggendo libri e facendo pratica, proprio come si fa con uno strumento» ricorda nella sua autobiografia.
La sua cucina potremmo definirla un sincretismo tra la grande scuola francese e il soul food USA, la cucina povera degli afro-americani. Cucinava per amici e colleghi: la tavola diventava così un luogo informale di scambio e condivisione, una sorta di jam session gastronomica. La sua passione per il cibo, presente da sempre, arrivò addirittura a influenzare il suo lavoro nella musica: è del 1956 il suo album Cookin’ with the Miles Davis Quintet.











