Progettare e definire, in tutte le sue parti, una colonia abitabile e autosufficiente su Marte. È l’obiettivo di PoliTOMars, team studentesco di Ateneo nato da poco, ma che si è già dato struttura e compiti precisi che, lungi dall’essere fantascientifici, possono invece avere molte ricadute su specifici settori della produzione e del territorio.Il gruppo si è formato nel 2024 per cercare di soddisfare una curiosità: comprendere se le tecniche di ingegneria civile, e in particolare quelle delle costruzioni, possono essere utilizzate anche su altri pianeti. “Il nostro scopo è sviluppare tutti gli aspetti, non solo quelli inerenti alle connotazioni strutturali, ma anche alla produzione di materiali innovativi e alla gestione di processi costruttivi e di vivibilità, che possano rendere un modulo abitabile su Marte completamente autonomo”, spiega Giorgio Barolo, attuale leader del Team. Un compito complesso che necessita del contributo di molti rami dell’ingegneria e dell’architettura. Per questo oggi il gruppo è composto da circa 30 ragazze e ragazzi provenienti dai diversi corsi di studio del Politecnico. Il Team è organizzato in “dipartimenti”: strutture, energia, ambiente e vivibilità, processi chimici e comunicazione. “PoliTOMars è strutturato come una vera azienda. Il tema è molto complesso e lo si sta analizzando con una particolare strategia basata sul lavoro di squadra. Oltre ad avere creato gruppi di lavoro che si occupano di temi specifici, c’è anche un gruppo di persone che segue il coordinamento e la definizione del tema da affrontare ogni anno”, sottolinea Valerio De Biagi, referente accademico del gruppo studentesco e docente presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG.Pensare alla progettazione e alla realizzazione di una colonia su Marte comporta un lavoro da compiere per fasi successive interconnesse l’una all’altra. Nessun ambito può infatti essere considerato indipendente: ogni scelta ha ricadute sugli altri del progetto, dall’energia alla produzione alimentare, fino alla gestione delle risorse. L’attuale compito che si è posto il Team è la realizzazione di un’architettura di missione il più completa possibile. Attualmente PoliTOMars si sta occupando delle primissime fasi della missione: come organizzare la colonia prima dell’arrivo degli esseri umani e come assicurare la sopravvivenza degli stessi una volta arrivati. Temi complessi e multidisciplinari, che toccano aspetti che vanno da quelli più tecnici a quelli più psicologici. Un esempio concreto riguarda la regolite, il terreno marziano ricco di perclorati (contaminanti) utili o dannosi a seconda dei casi. Sono un problema per chi lavora sulla produzione alimentare in serra, ma anche una potenziale risorsa per applicazioni energetiche, come batterie e sistemi di accumulo. È importantissimo - commenta Barolo - assicurare un avanzamento omogeneo di tutti i reparti”, il cui lavoro può avere ricadute anche su specifiche attività produttive. Esempi in questa direzione sono anche quelli legati alla produzione energetica (pannelli solari e loro pulizia), alle strutture (sistemi di costruzioni pieghevoli e facilmente trasportabili e da mettere in opera in ambiente ostile), alla produzione di alimenti in condizioni particolari (modifica delle coltivazioni in gravità alterata). Importante è poi l’ambito della gestione delle risorse idriche e delle biomasse, così come quello biomedicale e psicologico (adattamento a condizioni particolari e post-traumatiche) e quello delle applicazioni di robotica (esoscheletri e automazione delle operazioni).“Le idee che nascono dal team possono essere originali e possono essere sfruttate in altri settori oltre a quello specifico – conclude il professor De Biagi – Si tratta di soluzioni fuori dagli schemi che proprio per questo sono interessanti”. PoliTOMars è adesso aperto alla collaborazione con tutte le imprese che lavorano negli stessi ambiti di lavoro del Team: dalle innovazioni nelle coltivazioni alla produzione di energia, dalla meccanica alle applicazioni di ingegneria medicale oppure elettronica.