Firenze, 26 maggio 2026 – E’ morto l’astrofisico Massimo Capaccioli, figura di riferimento della ricerca astronomica internazionale e protagonista del rilancio dell'astronomia italiana negli ultimi decenni, insigne studioso delle galassie; il decesso nella sua casa di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, all'età di 82 anni.
Capaccioli è stato professore ordinario di astronomia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e docente di storia della scienza nel corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali della Seconda Università di Napoli.
Una carriera stellare
Con oltre 500 pubblicazioni scientifiche e oltre mezzo secolo di ricerca pura, il nome di Capaccioli resterà legato anche all'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, che diresse dal 1993 al 2005. Quando ne assunse la guida, l'osservatorio napoletano attraversava una fase complessa. Grazie alla sua visione internazionale e alle sue straordinarie capacità organizzative, Capaccioli riuscì a rilanciarlo, trasformandolo in uno dei principali poli astronomici europei.
Sotto la sua direzione nacque il progetto del VST, il VLT Survey Telescope, realizzato in collaborazione con l'European Southern Observatory e installato sul Cerro Paranal, nel deserto di Atacama, in Cile. Un progetto che molti all'inizio consideravano irrealizzabile. Eppure Capaccioli riuscì a portarlo a compimento, facendo costruire a Napoli uno dei telescopi più avanzati al mondo per la mappatura del cielo a grande campo. Il VST, operativo dal 2011, rappresenta ancora oggi uno dei simboli della capacità italiana di competere nella grande ricerca internazionale.






