La Maremma e il mondo della scienza piangono la scomparsa di Massimo Capaccioli, astrofisico di fama internazionale originario di Montenero d’Orcia, nel comune di Castel del Piano. Studioso delle galassie e della cosmologia osservativa, Capaccioli è stato uno dei nomi più autorevoli dell’astronomia italiana, con una carriera accademica e scientifica che lo ha portato ai vertici della ricerca internazionale. Nato nel 1944 alle pendici dell’Amiata, si era laureato in Fisica all’Università di Padova, dove aveva iniziato la propria carriera universitaria prima di diventare professore ordinario di Astronomia per poi trasferirsi all’Università Federico II di Napoli. Per anni ha diretto l’Osservatorio astronomico di Capodimonte, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo della ricerca astrofisica italiana. Tra i suoi studi più importanti figurano quelli sulle galassie ellittiche, sulla materia oscura e sulla scala delle distanze cosmiche, ambiti nei quali ha pubblicato centinaia di lavori scientifici riconosciuti a livello internazionale. È stato inoltre ideatore del telescopio Vst installato in Cile, uno dei più avanzati al mondo nella sua categoria. Accanto all’attività scientifica, Capaccioli aveva sempre coltivato una forte passione per la divulgazione. Autore di libri, saggi e articoli, era spesso protagonista di incontri pubblici e conferenze dedicate all’universo e alla storia dell’astronomia, riuscendo a rendere accessibili temi complessi anche al grande pubblico. Capaccioli se n’è andato a Santa Maria Capua Vetere ma legame con la sua terra d’origine non si era mai interrotto. Più volte era tornato sull’Amiata per iniziative culturali e scientifiche e Castel del Piano gli aveva conferito la cittadinanza onoraria.