Le centrali nucleari tornano a essere presentate come una possibile risposta alla crisi climatica ed energetica; adesso è la volta dei piccoli reattori modulari, Smr (Small Modular Reactors), presentati come la nuova frontiera dell’energia atomica. Al momento, però, la tecnologia è ancora sperimentale e gli impianti realmente operativi sono due (uno in Russia e uno in Cina) mentre i tempi di realizzazione si annunciano superiori al decennio e i costi molto elevati, sia di costruzione sia di gestione. L’intervento di Giuseppe Onufrio su questo giornale e il suo libro con Gianni Silvestrini L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili (Edizioni Ambiente), entrano in profondità e dettaglio su questi argomenti.
Tempi, costi e rischi rendono improbabile il contributo del “nuovo nucleare” alle difficoltà energetiche immediate e alla rapida riduzione delle emissioni climalteranti, senza considerare il convitato di pietra: l’impatto sulla salute.
Costoso e insostenibile, perché il piano del governo per l’energia nucleare è un’illusione
I RISCHI DELL’ESPOSIZIONE
Recentemente sono stati pubblicati i risultati di importanti studi epidemiologici che consolidano le conoscenze precedenti e rimettono al centro i rischi sanitari da basse dosi. Nel 2024 una metanalisi (valutazione sistematica di più studi) su esposizioni occupazionali e ambientali legate alle centrali nucleari aveva già raccolto evidenze su lavoratori e popolazioni residenti, segnalando aumenti di rischio anche per esposizioni a livelli di radiazioni considerati compatibili con gli standard regolatori. (Lin et al. Health Effects of Occupational and Environmental Exposures to Nuclear Power Plants: A Meta-Analysis and Meta-Regression. Curr Environ Health Rep. 2024).















