Si fa presto a dire "l'Italia torna al nucleare". Ma a quale nucleare? Non ne esiste uno solo. Il governo Meloni ha sempre risposto "non vogliamo le grandi centrali tradizionali, puntiamo ai piccoli reattori modulari, quelli di terza generazione avanzata e di quarta generazione".
Ma cosa vogliono dire queste formule? Le centrali nucleari di 1/a generazione sono quelle a fissione costruite immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, oramai non più in funzione. Le centrali di 2/a generazione sono le più diffuse al mondo. Sono grandi impianti s fissione, da 440 fino a 1500 Gigawatt.
Gli impianti che sono stati chiusi in Italia nell'87 erano di questo tipo, come pure quelli che funzionano in Francia e in altri paesi europei. La 3/a generazione di centrali è quella più recente, nata dopo Fukushima. E' sempre a fissione, con una sicurezza rafforzata. Sono di questa categoria gli impianti di Flamanville in Francia e di Okiluoto in Finlandia, e quello in costruzione a Hinkley Point nel Regno Unito. Sono centrali costosissime e molto potenti, sui 1.600 Megawatt, per sfruttare le economie di scala. Poi ci sono i reattori di 3/generazione avanzata, gli Small Modular Reactor, o "smr". Come amava dire l'ex ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, sono "motori di sommergibile dentro un cilindro di metallo".














