«Benvenuti nell'Apartheid senza frontiere, dove Israele ha il permesso di minacciare, rapire e sparare ai civili anche in acque internazionali!». Twittava così, Francesca Albanese, nelle ore drammatiche dell'assalto della marina militare israeliana alla Global Sumud Flotilla, ancoraprima che diventasse virale il video diffuso dal ministro israeliano Ben Gvir che mostra gli attivisti arrestati in mare ammanettati e derisi.

Un «ulteriore gradino sceso nella gravità della situazione», secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, tra i volti simbolo della mobilitazione per Gaza di questi anni, che oggi inizierà da Genova le presentazioni del suo nuovo libro, La Luce del Risveglio (Rizzoli). Un ritorno «non casuale», fa capire, nella città che ha fatto da epicentro alla mobilitazione per la causa palestinese dello scorso autunno.

Attesa ai Giardini Luzzati alle 18, Albanese nel nuovo libro «articola un percorso di consapevolezza e riflessione, per capire come creare, insieme, un mondo più giusto», spiega, raccontando anche le anime dell'ampio fronte delle piazze dello scorso autunno. Dai portuali genovesi del Calp che hanno incrociato le braccia davanti alle navi israeliane, che la stessa relatrice Onu incontrerà prima della presentazione, ai vigili del fuoco sanzionati per essere andati in piazza, fino ai «tanti che continuano a subire le ritorsioni di un sistema che ha deciso di ignorare il genocidio in corso e di proteggerne i responsabili».