L'ultimo intervento di Ousmane Sonko da primo ministro del Senegal era stato uno sproloquio in Parlamento contro la “tirannia dell'Occidente” che vuole imporre l'omosessualità: “Ci sono otto miliardi di esseri umani nel mondo, ma c'è un piccolo nucleo chiamato Occidente che, poiché ha risorse e controlla i media, vuole imporla al resto del mondo" aveva affermato, respingendo i tentativi di fermare la nuova legge che inasprisce le relazioni tra persone dello stesso sesso. Nel suo discorso parlamentare, venerdì 22 maggio, Sonko aveva soprattutto picchiato duro sulla carenza di controllo e trasparenza dei fondi politici - il cui utilizzo è a discrezione del presidente Bassirou Diomaye Faye - oltre che per l'approccio nella gestione del debito pubblico e per la lentezza dei procedimenti giudiziari contro ex funzionari corrotti dell'ex presidente Macky Sall (2012-2024), suo grande nemico politico. Insomma, aveva lanciato un attacco diretto alla presidenza. Poche ore dopo il presidente del Senegal Diomaye Faye destituiva il primo ministro Ousmane Sonko e scioglieva il governo, affidando al consigliere presidenziale Oumar Samba Ba la lettura alla televisione di Stato del decreto che poneva fine alle funzioni dell'esecutivo.
Due galli nel pollaio del Senegal (di C. Renda)
Il presidente Bassirou Diomaye Faye caccia il primo ministro Ousmane Sonko, che aveva trascinato al governo il partito Pastef, sostenuto dai giovani senegalesi…












