di

Roberto Pezzali

Il tribunale di Córdoba dà ragione a NordVPN che sostiene che il blocco indiscriminato degli IP per combattere la pirateria crea solo un disagio, i pirati non sono stupidi: cambiano IP velocemente.

Mentre in Italia si attende l’esito del ricorso di Cloudflare, multata da Agcom per non aver obbedito ai blocchi di Piracy Shield, in Spagna i titolari dei diritti subiscono una prima sconfitta. Il tribunale di Córdoba ha infatti emesso una decisione preliminare a favore di NordVPN, stabilendo che le multe richieste per il mancato rispetto di un ordine di blocco contro i flussi illeciti delle partite di calcio di cui LaLiga era licenziataria non erano giustificate. Non è una sentenza definitiva, ma è una indicazione del fatto che un giudice ha formalmente riconosciuto che le obiezioni tecniche di NordVPN non sono semplici obiezioni di facciata ma hanno un fondamento.

NordVPN nella sua difesa ha dimostrato due cose: primo, gli indirizzi IP indicati nell'ordine di blocco cambiano così rapidamente, spesso nell'arco di ore, da essere già obsoleti al momento in cui il blocco potrebbe essere implementato e secondo un blocco a livello IP così ampio avrebbe reso inaccessibili migliaia di siti web del tutto legittimi, ben al di là della portata del contenzioso originario.