Nella Magnifica Humanitas Leone XIV affronta lavoro e automazione nell’età dell’Ia, denunciando il rischio di disoccupazione tecnologica, sorveglianza algoritmica e dequalificazione. L’innovazione è legittima solo se orientata alla dignità della persona, al bene comune e a un lavoro umano più libero e creativo. L’intervento di Benedetto Delle Site, presidente nazionale Movimento Giovani Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)

“La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”, così si apre Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Un proemio che già rivela il filo conduttore dell’intera enciclica. La questione sociale oggi è diventata radicalmente una questione antropologica, lo aveva affermato nel 2009 nella Caritas in Veritate Benedetto XVI e lo conferma papa Prevost a 135 anni dalla Rerum Novarum con una nuova rivoluzione industriale, quella delle nuove tecnologie e della cosiddetta intelligenza artificiale, che si affaccia sul mondo con opportunità e minacce, e la stessa necessità di oltre un secolo fa: che la persona umana non sia calpestata dai nuovi potenti strumenti dello sviluppo materiale.