Nel suo primo anno di pontificato, Papa Leone XIV ha presentato in Vaticano la sua prima Lettera Enciclica dal titolo Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, divenuta una delle forze più trasformative del XXI secolo, capace di offrire opportunità senza precedenti ma anche di sollevare profonde questioni etiche.La Lettera Enciclica è stata firmata dal Pontefice lo scorso 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della Rerum Novarum di Papa Leone XIII, documento pubblicato nel pieno della rivoluzione industriale e dedicato al tema dei diritti e della dignità della persona. Papa Prevost ne ha raccolto l’eredità, scrivendo un’enciclica sociale che affronta una delle principali sfide dell’epoca contemporanea: l’intelligenza artificiale.“La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte a una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”. Nel documento, il Papa lancia un appello a custodire “una magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale occorre disarmare l’IA e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando il dialogo e il multilateralismo.Il testo è il frutto di un anno di intenso lavoro. Lo stesso Leone XIV aveva affermato di aver iniziato a concepirne l’idea nella Cappella Sistina, l’8 maggio 2025, quando accettò l’elezione al soglio pontificio decidendo di assumere il nome di Leone. L’enciclica non si presenta come una condanna dell’intelligenza artificiale, bensì come un tentativo di orientarne lo sviluppo da una prospettiva umanistica ed etica, sostenendo che la tecnologia debba preservare la centralità della persona umana. “La tecnologia non è una forza antagonista rispetto alla persona, né di per sé un male”. Tuttavia, essa “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola e la usa”. Di qui il richiamo del Pontefice a “costruire nel bene” e a “rimanere umani”, seguendo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà e della comunione, affinché “il mondo possa riconoscere nel cuore dell’essere umano il luogo dove Dio desidera abitare”.È un inno alla dignità umana, come si legge nel documento di oltre 231 pagine, suddiviso in cinque capitoli, nel quale il Papa americano si propone di offrire una riflessione morale e sociale sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita umana, affrontando temi legati alla dignità della persona, al lavoro, alla privacy, alla disinformazione e ai rischi connessi allo sviluppo incontrollato dei sistemi intelligenti.Nel primo capitolo dell’Enciclica, “Un pensiero dinamico fedele al Vangelo”, viene ripercorsa la Dottrina sociale della Chiesa (Dsc) nel magistero recente e nel Concilio Vaticano II, mettendone in luce “il carattere dinamico”. Lontana dall’essere “un prontuario di principi e norme da applicare”, la Dsc è piuttosto “un cammino di discernimento comunitario”, una “teologia della comunione nella storia” che orienta la lettura degli avvenimenti alla luce del Vangelo.Nel secondo capitolo, Leone XIV enumera i fondamenti e i principi della Dsc: tra i primi annovera la dignità della persona, creata a immagine e somiglianza di Dio. È necessario ricordarlo, poiché “la pressione di nuove ideologie e di determinati interessi molto potenti” possono ridurre la persona a “risorsa da usare e sfruttare” o a “ciò che realizza o produce”. Al contrario, “la dignità fondamentale di ogni persona non si acquisisce e non si merita, né ha bisogno di essere dimostrata”. Leone XIV sottolinea che il fondamento della Dsc è l’inviolabilità dei diritti umani, tra i quali il primo è quello alla vita “dal concepimento fino alla sua conclusione naturale”. A tal riguardo definisce l’aborto provocato e l’eutanasia “l’uccisione di innocenti” frutto di “scelte gravemente illecite”. Il Pontefice chiede “scelte concrete” nelle leggi, nel lavoro, nell’istruzione e nelle responsabilità sociali e politiche, affinché tutte le persone siano davvero ascoltate e valorizzate.Tecnicamente, un’enciclica è un solenne documento magisteriale in cui un Papa propone il proprio pensiero e apre nuovi orizzonti per la Chiesa e la società. La prima enciclica scritta da un Papa è tradizionalmente considerata “il testo programmatico del pontificato”. Ciò significa che la tutela della persona umana e della sua dignità sarà uno dei principi guida della proposta dell’attuale Vescovo di Roma.E, in tempi difficili per l’umanità intera, Leone XIV affronta con fermezza temi quali l’inaccettabilità di eliminare o sottomettere una nazione, la concentrazione della tecnologia nelle mani di pochi, la giustizia sociale e il “banco di prova” dei migranti, gli abusi e l’esame di coscienza per la Chiesa, fino ad arrivare alla necessità di un codice etico condiviso sull’IA.Leone XIV focalizza inoltre, in questa sua prima Enciclica, temi che ha sottolineato sin dall’inizio del pontificato: l’ecologia della comunicazione e la centralità della scuola; il lavoro centrato sulla persona e non sul profitto; la famiglia come bene sociale primario; l’“architettura della visibilità” e i rischi per la libertà. Infine, mette in guardia dalle nuove schiavitù e dal nuovo colonialismo, invitando a superare la teoria della “guerra giusta”: nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile. Denuncia inoltre la crisi del multilateralismo, richiamando la necessità di costruire una civiltà dell’amore e di non usare il nome di Dio per legittimare la guerra. La presentazione dell’Enciclica si è svolta nell’Aula del Sinodo alla presenza del Santo Padre, circostanza che nessuno dei suoi predecessori aveva mai realizzato. All’incontro hanno preso parte il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández; il Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cardinale Michael Czerny; e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Presenti anche personalità esterne al Vaticano, tra cui Christopher Olah, uno dei fondatori dell’azienda di intelligenza artificiale Anthropic.La questione centrale che Leone XIV solleva nell’enciclica riguarda il significato dell’essere umani in un mondo che sembra fidarsi più delle macchine che imitano l’intelligenza che delle persone in carne e ossa, dotate di dignità intrinseca. Nel documento il Papa invia inoltre un messaggio agli sviluppatori di intelligenza artificiale: se non verrà data priorità alla salvaguardia della dignità umana, l’umanità rischierà in futuro di affrontare gravi problemi, poiché le macchine non includono tra le loro priorità la verità, la giustizia, la pace e la fraternità.Il Papa americano cerca così di definire il ruolo dell’umanità in un mondo in cui le macchine stanno già iniziando a influenzare le decisioni economiche, sociali e politiche. La pubblicazione rappresenta un documento sociale di riferimento a livello globale per la dottrina della Chiesa, nel quale viene ribadita la centralità dell’uomo in un’epoca in cui tutto sembra essere governato dagli algoritmi.A conclusione della lettera, il Pontefice invita i fedeli ad abitare le nuove tecnologie alla luce del Vangelo, seguendo “un itinerario di vita cristiana sobrio ed esigente”, affinché anche nel tempo dell’IA tutti possano testimoniare “la bellezza di una magnifica umanità abitata da Dio”.