Se la crisi ambientale si intensificherà, la popolazione mondiale potrebbe subire un crollo entro il 2064. A prevederlo è un nuovo modello matematico appena proposto da Alessio Zaccone, fisico teorico dell'Università degli studi di Milano, insieme al collega Kostya Trachenko, della Queen Mary University of London. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Chaos, Solitons & Fractals, infatti, i due esperti hanno proposto un'equazione differenziale non lineare, chiamata equazione di Trachenko-Zaccone, per modellare la crescita della popolazione mondiale dal Neolitico ad oggi, riuscendo inoltre a prevedere ipotetici scenari di collasso demografico globale qualora si arrivi all'esaurimento delle risorse del pianeta.Il modello matematicoOriginariamente elaborato in un contesto diverso, ossia la fisica dei sistemi disordinati, il nuovo modello matematico è riuscito da solo a spiegare 12 mila anni di dinamiche demografiche globali, includendo e unificando i principali modelli di crescita della popolazione globale chiamati in gergo tecnico esponenziale, logistica, dilatata e compressa. “Propongo un'equazione matematica non lineare sorprendentemente semplice che unisce 12 mila anni di crescita della popolazione umana e indica scenari futuri drammatici qualora le crisi ambientali globali si intensificassero”, ha raccontato Zaccone su Science X Dialog, una piattaforma in cui i ricercatori possono condividere i risultati delle loro ricerche.I modelli di crescitaIn particolare, il modello matematico include le principali teorie demografiche formulate negli ultimi secoli, ossia il modello di crescita esponenziale di Malthus, che descrive l'evoluzione di una popolazione isolate in un ambiente con risorse illimitate, e il modello di Verhulst (o equazione logistica) che descrive la crescita di una popolazione quando le risorse sono limitate (capacità portante). E, infine, la crescita iperbolica di von Foerster. “Il modello matematico riprende anche una delle previsioni più famose della demografia: lo scenario apocalittico proposto nel 1960 da Heinz von Foerster e colleghi, i quali estrapolarono matematicamente che la popolazione mondiale sarebbe deviata verso l'infinito intorno al 2026”, ha aggiunto l'esperto.L'ipotesi peggiorePer verificare la teoria, i due esperti hanno applicato il loro modello matematico con i dati sulla popolazione relativi a diverse epoche storiche, scoprendo che questo riproduceva con successo sia le fasi di crescita "esponenziale", come la rapida espansione dell'era industriale, sia il regime più lento di crescita "esponenziale dilatata" che ha caratterizzato la crescita della popolazione globale a partire dal 1970 circa. “La parte più provocatoria del nostro articolo esplora scenari futuri ipotetici”, ha commentato l'esperto. Con il loro nuovo modello matematico, infatti, hanno simulato cosa potrebbe accadere se gravi crisi ambientali imponessero improvvisamente severi limiti alla capacità di carico della Terra, attraverso il collasso climatico, pandemie, conflitti o scarsità di risorse. Il modello, nel caso peggiore, “prevede un rapido declino della popolazione mondiale, con un potenziale dimezzamento dell'umanità entro il 2064 circa”, ha spiegato Zaccone, sottolineando tuttavia che non si tratta di una previsione, bensì di uno scenario matematico illustrativo, “volto a mostrare quanto le dinamiche demografiche possano essere sensibili a bruschi cambiamenti ambientali o sociali”, ha concluso l'esperto.