HomeMagazinePerché si parla di fine del mondo nel 2026? I calcoli dello scienziato von Foerster e la sua previsioneNegli anni Sessanta il fisico austriaco studiò attentamente la potenziale evoluzione del rapporto tra popolazione mondiale e risorse. E segnò una data: 13 novembre 2026Sulla base di modelli matematici fisico Heinz von Foerster arrivò a formulare un'ipotesi sulla fine del mondoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 maggio 2026 – Il fascino per l'apocalisse accompagna l'umanità da millenni, manifestandosi ciclicamente attraverso profezie religiose, interpretazioni astrologiche o psicosi collettive. Negli ultimi decenni, abbiamo assistito a diverse scadenze catastrofiche, poi ovviamente mai accadute: molti ricorderanno il Millennium Bug alla vigilia dell'anno 2000, che minacciava un blackout tecnologico globale in grado di far collassare la civiltà, o le periodiche teorie sul misterioso pianeta Nibiru, destinato a impattare la Terra. La più celebre e pervasiva di queste ‘scadenze’ recenti è stata senza dubbio quella legata al calendario Maya, fissata per il 21 dicembre 2012. In quel caso, una colossale ondata di panico mediatico fu generata da un malinteso: i Maya non avevano affatto profetizzato l'estinzione del genere umano, bensì la fine del tredicesimo ciclo del loro conteggio delle ere.
Perché si parla di fine del mondo nel 2026? I calcoli dello scienziato von Foerster e la sua previsione
Negli anni Sessanta il fisico austriaco studiò attentamente la potenziale evoluzione del rapporto tra popolazione mondiale e risorse. E segnò una data: 13 novembre 2026






