VENEZIA - Una vera e propria svolta: dalla tradizione della Valpolicella al "miracolo nuovo" dell'intelligenza artificiale. Il vino diventa luce, immagine e movimento nell'installazione "L'anima dell'Amarone" dell'artista Fabrizio Plessi, ieri al centro della presentazione del volume, ospitato alla Casa di The Human Safety Net di Venezia, che ne documenta la genesi e la poetica.

L'opera, concepita per il Fruttaio di Monteleone21 in occasione dell'apertura della nuova sede di Masi, si inserisce nel progetto che fa della cantina un futuro punto di riferimento per l'enoturismo. Fabrizio Plessi, pioniere della videoarte dagli anni Settanta, conferma con questa esperienza la capacità di coniugare impianti scenici con la leggerezza della tecnologia contemporanea. «Come un pittore rinascimentale, Plessi mette in scena la bellezza cercando l'essenza dell'animo umano inserito nel paesaggio», osserva Luciano Ferraro, giornalista e vicedirettore del Corriere della Sera. Un'ipotesi interpretativa che trova riscontro nella scelta degli elementi e nella struttura narrativa dell'installazione. Il progetto nasce dall'incontro tra quattro piani narrativi: gli elementi ancestrali (acqua, fuoco, lava, vento), il paesaggio culturale della Valpolicella, la dimensione materica del vino e la forza trasformativa delle tecnologie digitali, oggi estese all'intelligenza artificiale. Il vino, qui, non è solo materia sensoriale ma diventa simbolo vitale e identitario: ingrediente, soggetto e colonna narrativa dell'opera. L'installazione si articola in tre nuclei connessi, anche grazie a un dialogo tecnologico che integra sistemi di intelligenza artificiale capaci di generare immagini fluidiche e sorprendenti.