L’intelligenza artificiale avrà un ruolo cruciale nel futuro nel mondo del vino. In vigna, in cantina, nella comunicazione. Ma se l’enologo, figura chiave nella realizzazione di una bottiglia, viene visto non solo e non tanto come uno scienziato ma come un artista che interpreta il territorio e ci mette la sua firma, allora la tecnologia e l’Ai in particolare potranno essere considerati “solo” degli importanti aiuti, mai in grado di sostituire l’elemento umano. La riflessione arriva da Filiberto Brozzetti, assistent professor of AI, Law and Ethics del dipartimento di giurisprudenza della Luiss, intervenuto alla Convention nazionale delle Donne del Vino che si è svolta nei giorni scorsi a L’Aquila. Oltre 100 produttrici, imprenditrici e professioniste del settore, provenienti da tutta Italia, si sono date appuntamento per quattro giorni in Abruzzo, fra incontri, masterclass e visite alle aziende vitivinicole del territorio, culminati nel convegno dedicato agli scenari futuri del vino.
L’AI tende la mano al vino contro la crisi: nasce il primo consulente virtuale per cantine
07 Gennaio 2025
La sfida dell’Intelligenza artificiale
“L’AI può attraversare tutto l’ambito produttivo della filiera vitivinicola. Diventa uno strumento di predizione assolutamente affidabile – ha spiegato il prof Brozzetti – Nella viticoltura, che è attività antichissima, questo strumento può darci risposte molto più accurate, seguendo il metodo della tradizione. Sta a noi scegliere che cosa delegare. Tutto dipende da quali domande facciamo noi”.






