Il Vaticano ha voluto che la prima enciclica di Leone XIV fosse un “evento”. Non la semplice diffusione di un documento ma un atto solenne e scenografico nell’aula nuova del Sinodo con il pontefice assiso sul suo seggio e la cattedra ornata di fuori, fiancheggiato da tre cardinali, due teologhe – una inglese e l’altra congolese – e in più il cofondatore (Christopher Olah) di una delle aziende di IA più influenti a livello mondiale: Anthropic, venuta in collisione frontale con l’amministrazione Trump per il rifiuto di fornire al Pentagono modalità per colpire senza controllo obiettivi civili e per esercitare una sorveglianza indiscriminata di massa.
Sopra il lungo tavolo pendeva uno schermo su cui scorrevano clip dedicati ai pontefici fautori della dottrina sociale della Chiesa, a partire da Leone XIII, e immagini di scenari estremi di guerra e povertà. Sul suo tavolo papa Prevost poteva vedere su un piccolo schermo se stesso mentre tiene discorsi o abbraccia i fedeli durante il suo recente viaggio in Africa. Di fronte aveva una fitta platea di personalità ecclesiastiche e civili.
Uno spettacolo mai visto in occasione della pubblicazione di un documento papale: a metà tra un convegno e il lancio di una nuova invenzione. Avrebbe potuto esserci anche Steve Jobs a presiedere il tutto, ha notato una giornalista d’Oltralpe.













