La matematica è un motore di ricchezza, tanto che nel 2025 in Italia ha contribuito al 34% del Valore Aggiunto Lordo, pari a 680,1 miliardi di euro: tanto quanto i settori industriale e manifatturiero. Lo indica lo studio promosso dall'Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac) e dall'Unione Matematica Italiana (Umi), realizzato dal gruppo di Deloitte specializzato in analisi socioeconomiche (Deloitte Economics). Nella ricerca, presentata al Cnr, per la prima volta emerge chiaramente come la matematica non sia solo una disciplina accademica, ma una vera e propria infrastruttura strategica per l'innovazione industriale, la competitività e lo sviluppo economico nazionale.

"Abbiamo voluto dare un'evidenza scientifica a quello che già, di fatto, sapevamo sulle persone con una formazione matematica universitaria", osserva Roberto Natalini, direttore del Cnr-Iac. "La loro capacità di modellizzare fenomeni complessi e governare oggi gli algoritmi dell'Intelligenza Artificiale non è più confinata alla ricerca, ma è diventata il motore di produttività in settori chiave come la finanza, l'energia e la manifattura avanzata. Investire nella formazione matematica - aggiunge - significa, oggi più che mai, investire sulla resilienza e sulla competitività dell'Italia nello scenario globale. Su questo abbiamo lavorato negli anni con il progetto Sportello Matematico per l'innovazione l'impresa, finanziato dal Mur, che ha sostenuto questo rapporto".