Quanto vale la matematica per il Pil di un Paese? Questo l’interrogativo alla base del rapporto “L’impatto economico della ricerca matematica in Italia” che sarà presentato oggi, 26 maggio, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma. Lo studio, promosso dall’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr (Cnr-Iac), con l’apporto della squadra dello Sportello Matematico per l’Innovazione e l’Impresa, e dall’Unione Matematica Italiana (UMI) e realizzato dal team di Deloitte specializzato in analisi socio-economiche (Deloitte Economics).
Questo report analizza per la prima volta in modo sistematico, come la ricerca matematica non sia solo una disciplina accademica, ma una vera e propria infrastruttura strategica per l’innovazione industriale, la competitività e lo sviluppo economico nazionale.
“Abbiamo voluto dare un’evidenza scientifica a quello che già, di fatto, sapevamo sulle persone con una formazione matematica universitaria”, afferma Roberto Natalini, direttore del Cnr-Iac. “La loro capacità di modellizzare fenomeni complessi e governare oggi gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale non è più confinata alla ricerca, ma è diventata il motore di produttività in settori chiave come la finanza, l’energia e la manifattura avanzata. Investire nella formazione matematica significa, oggi più che mai, investire sulla resilienza e sulla competitività dell’Italia nello scenario globale. Su questo abbiamo lavorato negli anni con il progetto Sportello Matematico per l’innovazione l’impresa, finanziato dal MUR, che ha sostenuto questo rapporto”.







